STORIA DELLE FORME MUSICALI LITURGICHE/6
ALLELUIA – Nei primi manoscritti compare come canto precedente il vangelo riservato al giorno di Pasqua. Venne, poi, esteso a tutto il tempo pasquale e, con Gregorio Magno, a tutte le domeniche dell’anno, fatta eccezione per la quaresima, nella quale sopravvisse il tractus.
Comunemente oggi, l’alleluia, è definito, da quelle schiere di cosiddetti “liturgisti” sui quali preferirei sorvolare, come una “acclamazione al Vangelo”. Quando l’alleluia venne esteso a tutte le domeniche, le letture, nel rito romano, erano due. Sarebbe, allora, giusto esaminare se fosse stato o no canto interlezionale quello che ha preceduto l’alleluia quando questo era limitato al tempo pasquale, ovvero: cosa si cantava nelle altre domeniche? Era, come abbiamo già detto, il tractus, la forma più antica della messa e canto solistico molto ornato al pari di un responsorio graduale. Storicamente, quindi, il carattere dell’alleluia era di “preparazione” alla lettura seguente ed era ormai assimilato e strutturato come un responsorio. Salta agli occhi di chiunque, anche musicalmente profano, aprendo un Graduale romanum, quanto l’alleluia sia un brano ornato e di natura virtuosistica che dell’“acclamazione” ha ben poco.
Da un punto di vista simbolico è interessante notare una piccola particolarità di quasi tutti gli alleluia: le sillabe allelu- (trad. “lodate”) sono, generalmente, poco ornate, mentre sulla sillaba finale –ia (da Yah, abbreviazione del tetragramma sacro “Dio”) sfociano lunghissimi vocalizzi detti jubilus. Questo a simboleggiare che sul nome DIO la musica trascende il concetto stesso di Dio: è l’impronunciabile per eccellenza e nemmeno la musica, nemmeno con un’infinità di note, riesce a descriverLo.
Assai discutibile è, invece, lo spirito con cui è stata condotta la riforma liturgica del Vaticano II: l’alleluia, sostenendo che si tratta di una “acclamazione” e non un vero e proprio canto, è stato praticamente ridotto ad un breve gridolino movimentato e il versetto quasi scomparso (tant’è che oggi si finisce, il più delle volte, con il leggerlo solamente). Si è tolta, in sostanza, la funzione propria dell’alleluia di canto interlezionale prima del vangelo.
6/continua (Sequenza).
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