STORIA DELLE FORME MUSICALI LITURGICHE/1
A mio giudizio – dettato, principalmente, da una cospicua frequentazione di messe domenicali –, nei cosiddetti “animatori della liturgia” manca una reale comprensione e conoscenza di cosa sono (e, soprattutto, cosa sono state) le varie parti della messa. In particolare, mi riferisco a quelle cantate.
Inauguro, qui, una piccolissima “Storia delle forme musicali liturgiche” a puntate. Si parte con l’introtio (N.O.: canto d’inizio).
MR
INTROITO – L’introito è l’antifona che, come evidenzia il termine stesso, occupava il tempo della processione d’ingresso. Non dobbiamo certamente pensare alle processioni d’ingresso che vediamo nelle nostre liturgie domenicali (soprattutto alcuni ingressi raffazzonati e grossolani!), un tempo il pontefice partiva dal di fuori della basilica, dal cosiddetto secretarium, poi, giunto davanti all’altare, si inginocchiava e pregava facendo in silenzio l’atto penitenziale. Nel frattempo l’antifona veniva ripetuta e, ad ogni ripetizione, seguiva un versetto del salmo d’introito. Quando il pontefice faceva segno di concludere si cantava il Gloria Patri et Filio, si ripeteva l’antifona, poi il versum ad repetendum (il versetto più significativo) e quindi l’antifona per l’ultima volta.
Già dalla sua lunghezza si intuisce già l’importanza dell’introitus: era, infatti, l’antifona destinata a introdurre l’assemblea nella solennità del giorno e, quasi sempre, è il canto che interpreta meglio il senso della celebrazione. Questo vale per i tempi forti e per le solennità. Nel tempo per annum erano ammesse antifone generiche, ma comunque dal chiaro senso di apertura.
In molti casi, l’introito, è strettamente imparentato con le letture (che, quindi, verranno in seguito), un po’ come nelle antifone ad prelegendum gallicane.
Il “guaio” per la messa conciliare è che non esistendo un Graduale in italiano (ma solo quella porcheria – per essere gentili – della Casa del Padre!), non esiste un repertorio adatto ad ogni domenica. Bisognerebbe controllare, di volta in volta, l’antifona d’ingresso del messale e trovare il canto più adatto (se si riesce…).
Ma, ad esempio, leggo l’antifona d’ingresso della 9° domenica del T. Ordinario: “Volgiti a me, Signore, e abbi misericordia, perché sono triste e angosciato; vedi la mia miseria e la mia pena e perdona tutti i miei peccati”. Quanti “animatori” accetterebbero di cantare (“ma siamo nel tempo ordinario!!!”) “Signore ascolta, Padre perdona”?
1/continua (Kyrie eleison).
Nessun commento:
Posta un commento