STORIA DELLE FORME MUSICALI LITURGICHE/3
GLORIA – Il Gloria in excelsis è un inno non scritturistico la cui origine deriva dal canto angelico per la nascita di Cristo: è dunque legato, in primis, al Natale (cfr Lc 2, 14). Nel suo testo completo, riunisce in sé vari elementi:
un testo evangelico (“Gloria in excelsis Deo, et in terra pax ominibus bonae voluntatis”);
la lode al Padre (“Laudamus te. […] Deus Pater omnipotens”);
la lode a Cristo (“Domine Fili unigenite, Iesu Christe. Domine Deus, Agnus Dei, Filius Patris”);
la supplica (“Qui tollis peccata mundi, miserere nobis. […] Qui sedes ad dexteram Patris, miserere nobis”);
la glorificazione e, come aggiunta posteriore in seguito alle dispute sul dogma trinitario, la menzione dello Spirito Santo (“Quoniam Tu solus Sanctus, […] in gloria Dei Patris. Amen”).
Liturgicamente, in un primo momento, il Gloria trova la sua collocazione nell’ufficiatura del mattino. Alla fine del V sec. entra nella messa romana come canto proprio del vescovo, i preti potevano cantarlo solamente a Pasqua (il fatto che fosse un canto affidato al celebrante è testimoniato dal fatto che le melodie più antiche del Gloria sono delle cantillazioni o recitativi). Nonostante i liturgisti odierni dicano che il Gloria anticamente era un canto proprio dell’assemblea, le più antiche fonti non lo provano; l’estensione del suo canto all’assemblea avvenne più tardi e, comunque, questa non era la sua funzione nell’epoca primitiva. Dopo il mille diventerà canto proprio della schola sviluppando melodie di genere semi-ornato.
Nel Kyriale romanum si trovano diciannove melodie per il Gloria. Il Kyriale simplex ne riporta cinque (delle quali quattro derivano dal KR).
Il Gloria è l’unico canto dell’ordinario che anche la nuova liturgia permette di affidare alla sola schola.
Il Gloria non è e non fu mai una forma responsoriale! Lo ripeto: non è una forma responsoriale! Le esecuzioni con ritornelli (vedi il “Gloria di Lourdes”, ma anche numerosissime altre versioni presenti nella mai così nefasta Casa del Padre) all’inizio, al centro e al termine sono quanto di più antistorico e antiliturgico possa esistere.
3/continua (Graduale).
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