Non mettiamola proprio sul blasfemo ma quelle musiche di Natale in versione jazz, possibilmente in filodiffusione negli ascensori dei grandi magazzini o, come mi è capitato di sentire, negli aerei durante la fase di sbarco, sono quanto di più irritante. Già il cristianesimo ha perso l’appuntamento con il latino per sbracarsi nelle messe eretiche ma se adesso si transustanzia in colonna sonora rinunciando alla nuda novena del Presepe e della Natività è proprio il caso di buttarla sul pesante e, dunque, tanto vale, sbrigarsi a tornare al culto dei padri. E così dare infine a Cesare quel che è di Cesare: il Sole Invitto.
Pietrangelo Buttafuoco, Il Foglio, 3 dicembre 2011
Con queste parole - e con la Natività del caro amico Giovanni Bonardi - auguro a tutti un sereno Santo Natale.
(Giovanni Bonardi, Natale 2009)

Facendo il solito zapping ho visto, giorni fa, un bel servizio RAI degli anni '60 dedicato alle tradizioni natalizie degli Italiani emigrati in America, in cui si sottolineava come le consuetudini (doni, riti, ecc.) fossero divenute del tutto esteriori e sgangiate da qualsiasi significato o riferimento religioso. Credo che lo stesso valga ormai per le musichette natalizie; riguardano il natale/festa commercialmondana, non certo il Natale/Festività religiosa. Inutile quindi scandalizzarsi: queste musichette non hanno nulla a che vedere con la Nacita del Redentore, ma solo con la rituale visita al centro commerciale. E quindi è giusto che facciano da colonna sonora nel centro commerciale. Lì, non mi danno fastidio; in chiesa, me ne darebbero eccome.
RispondiEliminaQuanto al culto dei padri... beh, caro Mattia, tu sai bene che su questo non mi tiro indietro, ma credo che non basterebbe tutto un blog... Buon Natale!