Una nuova idea di “partecipazione attiva”
(dell'instancabile Frisina...)
Domanda: «c’è differenza nell’affrontare le composizioni liturgiche e le colonne sonore».
Risposta: «Cinema e liturgia sono “generi” diversi, ma il lavoro è lo stesso... Certo la liturgia è strettamente canonica, con strutture vincolanti, ma una cosa che ha in comune col cinema è l’idea di partecipazione, quello che noi suoniamo e cantiamo ci fa concentrare su ciò che non si può vedere, e la musica ci aiuta in tal senso, anche se a livelli molto diversi. Quindi nella liturgia il grande spettatore è proprio l’assemblea, che non è passiva ma attiva».
da “Colonne sonore”, 15
Siamo sempre alle solite: c’è partecipazione attiva e partecipazione attiva…
in certi casi partecipazione attiva = canto. E quindi il canto gregoriano e la polifonia non si possono più fare…
in altri casi, invece, la “partecipazione attiva” è il semplice ascolto da spettatori. Col dubbio (anzi, certezza) che le semplici melodie gregoriane l’assemblea le canterebbe, le mostruosità canzonettare odierne no.