mercoledì 28 settembre 2011

STORIA DELLE FORME MUSICALI LITURGICHE/8

CREDO – Inizialmente, il Credo, era riservato come professione di fede da parte di coloro che desideravano ricevere il battesimo. In seguito, nel 515, il patriarca monofisita di Costantinopoli Timoteo decise che, prima dell’offertorio tutti dovessero professarlo. Tale uso divenne obbligatorio nel 568 per volontà dell’imperatore Giustiniano II. Nel 589, durante il Concilio di Toledo, venne ordinato, grazie al volere degli ariani Visigoti convertiti al cattolicesimo (i quali volevano offrire pubblica testimonianza della loro conversione), che in tutta la Spagna si introducesse il Credo ed esso venne, così, introdotto prima del “Pater noster”. Carlo Magno lo prescrisse dopo il vangelo e, ben presto, tale uso si uniformò in tutta la Francia. A Roma il Credo, sinora riservato alle solennità, venne introdotto a tutte le messe domenicali solamente all’inizio del Mille da papa Benedetto VIII.
Benché chiamato, comunemente, niceno-costantinopolitano (derivante, cioè, dal documento di condanna dell’eresia ariana scaturito dal Concilio di Nicea-Costantinopoli del 325), il Simbolo, come noi lo recitiamo, non è né niceno né costantinopolitano. Infatti nel Simbolo di Nicea non veniva nominato lo Spirito Santo ed era anche assai meno sviluppato. Il concilio di Costantinopoli del 381 non varò nessun simbolo, in quanto quello di Nicea si era progressivamente sviluppato con le varie aggiunte dei Padri tanto già da poterlo quasi leggere in Epifanio nel 374.
Una caratteristica fondamentale è che il Credo entra nella liturgia cantato, non recitato, come testimonia un dialogo che ebbe luogo nell’810 tra i rappresentati di Carlo Magno e Leone III:
Rappresentanti C.M.: «Numquid non a te idipsum symbolum est data in ecclesia cantandi licentiam? numquid a nobis hic husus illum cantandi processit?»
Leone III: «Ego licentiam dedi cantandi non autem cantando quidpiam addendi».
Anche le testimonianze successive non lasciano dubbi sul fatto che il Credo a Roma sia entrato subito in canto: Amalario, Ordinis missae expositio, c. 9: «Cantatur quidem Credo in unum Deum»; (cfr anche Walafrido Stradone, De exordiis et incrementis quarumdam in observationibus ecclesiasticis rerum, c. 22; Ordo romanus V, n. 40; O.R. IX, n. 21; O.R. X, n. 32).

Oggi è d’abitudine affermare che, per le famose “esigenze pastorali” e per salvaguardare la “partecipazione attiva”, la professione di fede non si canta ma va recitata quando, in realtà, sarebbe esattamente il contrario!!!
Si noti anche qui, come per il Gloria, che il Credo non è un canto responsoriale: niente banali ritornellini, dunque.

8/continua (Offertorio).

giovedì 1 settembre 2011

SEGNALAZIONE CONCERTISTICA

Sabato 3 settembre alle ore 21 si terrà un concerto d’organo nella chiesa parrocchiale di S. Martino di Rosignano (AL). Protagonista del concerto sarà l’organista m° Giovanni Parissone. Questo l’impegnativo programma proposto dal maestro:

Johann Sebastian Bach  (1685 – 1750)
         Preludio e fuga in do maggiore (Bwv 531)

Franz Liszt  (1811 – 1886), nel bicentenario della nascita
         Orpheus – Poema sinfonico

Alexandre Guilmant  (1837 – 1911), nel  centenario della morte
         III Sonata (op. 56)

Filippo Capocci  (1840 – 1911), nel centenario della morte
         Fantasia sul “Veni creator”

Max Reger  (1873 – 1916)
            dall’Op. 59:
         9. Benedictus
         12. Te Deum


Giovanni Parissone ha studiato presso i Conservatori di Alessandria e Milano diplomandosi in Organo e Composizione organistica e in Polifonia vocale con il mo don Sergio Marcianò, in Pianoforte con il mo Giorgio Vercillo, in Clavicembalo con la prof. Mariolina Porrà, in Composizione con il mo Fabio Vacchi. Presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra di Milano ha conseguito il Magistero e il Dottorato in Canto gregoriano e Musica Sacra rispettivamente con il mo Emanuele Vianelli e con il prof. Angelo Rusconi.
Attualmente sta perfezionando lo studio dell’organo con il mo Giancarlo Parodi.
Come organista ha tenuto concerti in Italia e all’estero invitato da importanti istituzioni e riscuotendo unanimi consensi di pubblico e di critica. Ha inciso, inoltre, la colonna sonora del film Cento chiodi di Ermanno Olmi. Ha fatto parte del Segretariato di Organologia dell’Associazione Italiana “Santa Cecilia” di Roma.
E’ direttore del Coro gregoriano “Sant’Emiliano” di Villanova Monferrato.
Ha scritto articoli specialistici per il “Bollettino ceciliano” e pubblicato i volumi Domenico Mombelli (Villaviva 1999) e Da San Gallo a Vercelli una sequenza per sant’Emiliano (Villaviva 2010).
Come compositore ha pubblicato numerosi brani organistici e vocali presso le riviste delle Edizioni Carrara.
E’ docente presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino.